La chinoise (1967)

(Francia, 1967)

Titolo italiano: La cinese

R.: Jean.Luc Godard. S. e Sc.: Jean-Luc Godard. F.: Raoul Coutard. M.: Agnés Guillemont, Delphine Desfons. Mu.: Karl-Heinz Stockhausen. In.: Anne Wiazemsky, Jean.-PierreLéaud, Michel Semeniako, Lex de Bruijn, Juliet Berto, Omar Diop, Francis Jeanson, Eliane Giovagnoli.

P.: Productions de la Guéville, Parc films, Athos films, Anouchka films.

L.: 2655 metri.

v. c.: n.50353 del 30/01/1967

 

Vicende censorie

La domanda di revisione viene fatta il 28/11/1967.In data 30/11/1967 viene concesso il nulla osta senza alcun divieto.

È l'unico film di Godard che ottiene il nulla osta senza alcun divieto. Se da un lato questo può sembrare strano considerando,se può avere senso dirlo, i temi trattati lo è molto meno se alla "originalità" stilistica godardiana si aggiunge la strategia di vendita del distributore italiano del film,la Cormons Film di Bologna. Ecco la trama del film riportata nella domanda di revisione:

"Questo film descrive l'avventura interiore di un gruppo formato da alcuni giovani che tentano di applicare alla propria vita , siamo a Parigi nei giorni nostri, i metodi teorici e pratici in nome dei quali Mao Tse Tung ha rotto l'imborghesimento dei dirigenti russi e dei principali partiti comunisti occidentali. Questi ragazzi, cinque in tutto, abitano momentaneamente in un appartamento prestato loro da una amica i cui genitori sono in viaggio .Si susseguono discorsi , conferenze, diatribe consensi e dissensi. Alla fine Veronique, una dei cinque, propone di assassinare un'alta personalità del mondo universitario e culturale francese. Ella sarà approvata da tutti meno che da Henry che vuole difendere la teoria della coesistenza pacifica con la borghesia. Henry sarà allora escluso dalla cellula per revisionismo. Un altro dei quattro rimasti Kirilov, si suiciderà dopo aver chiesto di essere lui a portare a termine la missione. E' allora, Veronique stessa a compiere il delitto, primo di una serie di atti di terrorismo. Ma l'azione viene compromessa dal dialogo che essa ha in treno con Francis. Alla fine del film ognuno dei rimasti tornerà alle proprie occupazioni e Veronique, rimasta sola, si rende conto di aver vissuto una sorta di vacanza marxista-leninista e che ore deve rientrare nei ranghi. La lotta che essa sogna è solo ai primi passi. Ai primi passi di una lunghissima marcia"

E la commissione si guarda bene dal porre alcun divieto, un film difficile che ironizza sul comunismo.

 

Testimonianze

"(...) Ma per i suoi personaggi ha, come sempre, una simpatia che lo porta a condividerne, almeno cinematograficamente, le idee, a starli ad ascoltare con una serietà che non esclude, anzi richiede l'ironia. Proprio per questo il film non piacque affatto ai veri maoisti europei che si sentivano presi in giro e che in esso, oltre alle massime del presidente Mao puntigliosamente citate , sentivano cantare una canzoncina, Mao Mao, che le trasformava in una buffa filastrocca. E non piacque nemmeno alla sinistra storica che vedeva una dubbia e tardiva apertura al marxismo da parte di un cineasta che fino ad allora aveva giudicato ideologicamente confuso e sostanzialmente 'borghese'" (Farassino)

Il Giornale dello Spettacolo del 26/04/1969 riporta gli incassi dei film premiati nelle mostre d'arte cinematografica di Venezia della stagione 1967/1968, facendo riferimento alle prime visioni nelle 16 città capo zona, tra gli altri:

Bella di giorno 857.033.000

La Cina è vicina 231.030.000

La cinese 26.415.000

 

Riferimenti Bibliografici

Alberto Farassino, Jean-Luc Godard, Perugia, Il Castoro, 1996.


Visto originale: